LA BICI SENZA PEDALI

Tutte le volte che cadeva e si ammaccava o rompeva qualche pezzo, e accadeva soprattutto quando il temerario e spericolato burattino andava in bicicletta, rialzandosi dai capitomboli e nonostante si fosse fatto male Pinocchio faceva lo sbruffone: si vantava con gli amici di aver corso tanto veloce, saltato tanto in alto e piroettato come un vero campione olimpionico, inoltre del proprio eroismo nel sopportare senza pianti e lamentele il dolore per le botte e fratture.

Lucignolo“Sai che forza!”, lo rintuzzava Lucignolo, che più delle ferite temeva l’ira dei genitori. Alla vista di lividi ed escoriazioni, la madre faceva schioccare un sonoro scapaccione “Questo per macchie e strappi all’abito, così ci pensi due volte prima di far altre bischerate!” e il padre lo puniva mandandolo a letto senza cena e poi con la ‘resa dei conti’: nella busta degli auguri di Natale metteva i risparmi tolte le spese di dottori e medicine, quindi non c’erano mai soldi abbastanza per una bicicletta nuova fiammante.

PINOCCHIO burattino Bartolucci e GEPPETTO Bob HoskinsInvece Pinocchio tornava a casa esibendo un piede, una mano, un braccio, una gamba o la punta del naso rotti come trofei, sapendo che Geppetto lo avrebbe consolato: “Oh beh, poco male… – commentava pacatamente il falegname – Adesso l’aggiusto e tu torni subito come nuovo ”.

Una volta però successe una fatto insolito: dopo l’ennesima caduta in cui si era spaccato un piede, nel rientrare a casa Pinocchio trovò Geppetto assorto nel lavoro e che, invece di soccorrerlo, rispondeva al burattino farfugliando “Adesso no, dopo…”. Per tutta la notte e l’intera mattina seguente, il falegname continuò a rovistare nella legnaia cercando un ciocco, che poi segava, intagliava, piallava e alla fine buttava nel focolare, e ricominciare da capo, senza sosta. Aspettando che Geppetto gli desse retta, Pinocchio si era arrangiato per la cena e la colazione e poi, più per noia che per fame, aveva mangiato continuamente, divorando tutto quel che c’era in dispensa. Ogni tanto brontolava, senza però ottenere l’attenzione di Geppetto, che continuava a lavorare imperterrito borbottando “Non adesso… dopo”.

Pinocchio era stupito: non aveva mai visto Geppetto fare così! Non era mai capitato che il suo papà non interrompesse quel che stava facendo per badare a lui, ascoltare le sue storie ed esaudire ogni suo desiderio. Soprattutto, il falegname aveva sempre provveduto ad ogni bisogno del burattino immediatamente, senza mai lasciarlo neanche un istante con un pezzo rotto o ammaccato… ancor meno a stomaco vuoto! Perplesso, ma contento di non andare a scuola, Pinocchio sopportò tranquillo l’attesa, tormentato dalla vocina petulante del Grillo Parlante, grilloche all’alba si era affacciato alla finestra per dare la sveglia e, vedendo il burattino restare a letto, aveva cominciato a predicare e non la smetteva più. Non riuscendo ad arrampicarsi fino al davanzale per chiudere le imposte, Pinocchio fingeva di non sentire, in effetti non ascoltava, la ramanzina che proseguì incessante finché si sentì bussare alla porta.

Lestamente Geppetto accorse ad aprire senza nemmeno chiedere chi fosse e accolse una signora che teneva in braccio una bimba, con le quali si mise a parlare concitato: mostrando un pezzo di legno lavorato a metà, balbettava spiegazioni che la donna ascoltava in silenzio, ma visibilmente preoccupata, mentre la bimba, una ragazzina di corporatura minuta, incalzava il falegname con una raffica di domande… Pinocchio li osservava basito e indispettito, perché non si capacitava come mai, per la prima volta in vita sua, non fosse lui al centro dell’attenzione. Finalmente sentì il falegname nominarlo, ma proprio mentre Geppetto girava la testa per cercare il burattino la porta si spalancò illuminando la stanza e in controluce apparve la Fata dai capelli turchini. Facendo ingresso nella casa con il suo modo di fare un po’ teatrale, la Fata incespicò sullo scalino della porta e, per non ruzzolare a terra, si appoggiò al falegname che, a sua volta, per non cadere si appigliò goffamente a una mensola da cui, come lanciate con una catapulta, le suppellettili fecero un gran volo e, finendo scaraventate fuori dalla finestra, prima di atterrare sul selciato planarono sopra la testolina del Grillo Parlante, facendo tintinnare le sue antenne. Allora Pinocchio scoppiò a ridere fragorosamente, e tutti si voltarono verso di lui.

Quando il burattino si calmò, Geppetto gli chiese di mostrare come era bravo a camminare, correre, saltare e piroettare. Invece Pinocchio non si alzò e, con la faccia imbronciata, si mise a sventolare il piede rotto come una bandiera. “Povero piccino mio – gemette Geppetto battendosi la mano sulla fronte – Va beh, poco male… dopo l’aggiusto e torni come nuovo”. “Dopo? – sbottò Pinocchio sbraitando – Dopo cosa? E quando?”. Sospirando, la Fata si avvicinò al burattino e con molta calma gli disse: fata turchina LOLLOBRIGIDA e Pinocchio burattino“A questa bimba, colpita da una malattia grave, i dottori han dovuto tagliare le gambe e sua madre sperava che io potessi far ricrescere gli arti della figlia con la magi. Purtroppo nessun incantesimo può fare questo miracolo, perciò ho suggerito loro di rivolgersi a Geppetto e proprio tu… siccome la sua bravura nel costruire braccia e gambe di legno è dimostrata da te, e dalla tua agilità… capisci molto bene il perché”.

“Magari! Vorrei tanto esserne capace, ma non trovo il sistema per…”, bonfonchiò il falegname, interrotto dal Grillo Parlante saltato in casa dalla finestra e balzato in mezzo al gruppo esclamando: “Ce la farà, sicuramente! Geppetto ce la farà, ne son certo!”. Annuendo, la Fata commentò: “Questo brav’uomo è un buon testardo, precisino e perfezionista che non si soddisfa di quel che fa finché non lo ha compiuto al meglio delle proprie possibilità” e sottovoce, rivolgendosi alla signora, aggiunse “Se volete far presto, andate da Mastro Ciliegia che lavora con maggiore celerità anche se, va detto, è un artigiano che bada più al guadagno che al risultato”. La bimba allora dichiarò che preferiva aspettare qualche giorno ancora e, nel frattempo, continuare per un po’ a muoversi con la ‘bicicletta senza pedali’. SUR 616Al sentir parlare di bicicletta, Pinocchio si intromise nella discussione domandando: “E come sarebbe fatta questa favolosa ‘bicicletta senza pedali’?”. La bimba rispose che era lì fuori casa, davanti allo scalino dell’uscio, e che se voleva il burattino poteva provarla. Pinocchio non se lo fece ripetere due volte: dimenticandosi del piede rotto si precipitò fuori casa zoppicando e si accomodò sulla curiosa sedia con le ruote, che però non capiva come far muovere e allora si mise a sbraitare “Bimba! Biimbaa! Biiimbaaa… spiegami come funziona ! ! !”.

Nei pomeriggi seguenti la bimba andava con la madre da Geppetto per provare le gambe di legno che il falegname stava facendo per lei, e Pinocchio la aspettava con ansia, per scorazzare con la sua ‘bicicletta senza pedali’. Quando Geppetto gli ebbe sistemato il piede, il burattino sfidò la nuova amica in una gara di velocità tra le due biciclette. Oltre a cimentarsi senza paura di perdere, dopo la sconfitta la ragazzina pretese la rivincita, poi volle fare un’altra prova e così via, tante volte

certe volte la ragazzina vinceva la competizione sorpassando il burattino che, pedalando forsennato sulla propria bicicletta, non vedeva nemmeno da che parte fosse arrivata lei con la sua speciale ‘bicicletta senza pedali’.  Alla fine di una gara che aveva perso, il burattino sbuffando le disse: “Hai vinto, lo riconosco… vale anche se hai barato, purché confessi la verità e mi dici come hai fatto!”. La ragazzina allora mostrò a Pinocchio come aveva raggiunto il traguardo passando, invece che dalle strade sconnesse su cui faticava a spingere le ruote con le mani o con gradini che non riusciva a oltrepassare, da quelle con gli scivoli per i carri su cui, con la propria ‘bici senza pedali’ riusciva a salire rapidamente e, scendendo, accelerare. Proprio mentre i due amici erano intenti a studiare il precorso per un’altra corsa, sopraggiunse Lucignolo che, sapendo che Pinocchio avrebbe sicuramente accettato e con lui non avrebbero avuto rivali, voleva formare una squadra per partecipare a una staffetta ciclistica, una gara con in palio un viaggio al Paese dei Balocchi. Infatti il burattino esclamò: “Caspita! Noi tre insieme vinceremo di sicuro!”. Lucignolo si mise a sghignazzare, e allora Pinocchio e la ragazzina…

… qui comincia un’altra avventura, una storia nuova che sta per accadere, e racconteremo un’altra volta : la prossima !

logo PINOCCHIO & i suoi compagni d'avventuraPINOCCHIO e LA BICI SENZA PEDALI

TESTO : Maddalena Brunasti ( 2016 ) – FOTOGRAFIE : sceneggiati televisivi RAI ( 1972 / Gina Lollobrigida ∼ 2009 / burattino di Bartolucci e Bob Hoskins) – DISEGNI : Massimo Sorrentino ( 2009  – la mostra-evento PINOCCHIO & i suoi compagni d’avventura )

La Fiaba della bicicletta ∼ bimbimbici  FIAB 2016 © Gabriele PeddesBIMBIMBICI

HEROPEAN FENCERS ∼ L’avventura continua alle Olimpiadi

La fiamma di RIO2016

GIOCHI SENZA BARRIERE -  versorio2016